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I pionieri del Padel in Italia : “Amore a prima vista”

Mauro Zanzi, uno dei pionieri italiani di questo sport, ci racconta come è nato il suo amore per il Padel attraverso alcune storie e aneddoti dei primi anni ’90

I parte : Un viaggio ti cambia la vita

“Con il Padel è stato amore a prima vista.
Durante un viaggio in Uruguay,nell’aprile del 1993, a Montevideo vidi nei negozi di articoli sportivi alcune racchette esposte, in legno con il profilo in alluminio.
Pensavo fossero racchette da beach tennis, sport che prese avvio in quegli anni nelle spiagge di Ravenna, ma mi sbagliavo di grosso.
Chiesto chiarimenti ad alcuni parenti, rimasero stupiti che in Italia non si giocasse a Padel, e durante un ’ escursione a Montevideo ci fu l’ occasione di visitare un circolo da Padel.
Rimasi subito colpito dalla dinamicità del padel, come amante del tennis questa variante aveva in sè caratteristiche uniche.
Fin da subito apprezzai la similitudine con il tennis, il conteggio identico mi permise subito di capire le regole del gioco.
La naturalezza con cui i giocatori uscivano dalle pareti in muratura mi fece capire che era uno sport alla portata di molti, e l’ enorme diffusione sia in Uruguay che in Argentina mi convinse che anche in Italia avrebbe potuto incontrare interesse.

Mauro in azione nei campi di Costabissara, primi campi in Italia.

Prima di salire sull’ aereo per il ritorno, acquistai due racchette, per circa 70 dollari ciascuna.
Nella peggiore delle ipotesi, le avrei usate per giocare a beach tennis.
Ma l’ idea che si era fatta strada era di provare a lanciare questo nuovo sport, convinto della validità dell’ idea.
Tramite i contatti in Uruguay venni a conoscenza dell’ esistenza della Federazione Italiana Gioco Paddle, con sede a Bologna (nata il 18 Febbraio 1991).
Dopo aver messo a conoscenza le mie amicizie della scoperta che avevo fatto durante il viaggio in Sudamerica, il mio amico Claudio Rossi si entusiasmo all’ idea, e iniziammo a lavorarci sopra.
Non mi risparmiai.
Per prima cosa feci la conoscenza di Daniel Patti, presidente della Federazione.
Insieme ad alcuni amici avevano dato vita alla Federazione Italiana Giuoco Paddle, Figp, che già poteva vantare la partecipazione al primo Mondiale di Padel, organizzato in Spagna a Madrid e Valencia.
Con Daniel si creò subito un buon rapporto, e mi introdusse nel Padel, che in quegli anni muoveva i primi passi.
I primi due circoli che andai a visitare furono la palestra Modulor, a Pordenone, e il circolo tennis di Costabissara, in provincia di Vicenza.
Alla palestra Modulor i campi non erano regolamentari.
Vennero allestiti in un cortile interno, ma misuravano in lunghezza 18 metri anzichè 20. Uno strappo alle regole, pur di piantare i primi semi del nuovo sport.
Diverso il discorso a Costabissara.
Qui i campi fatti nel ’91 erano regolamentari, costruiti davvero bene, del tutto simili ai campi che vidi a Montevideo.

Video inedito di una partita presso i campi di Padel a Costabissara nei primi anni ’90 (video realizzato da Salvatore Arrigo)

Costruiti in muratura, potevano già vantare la superficie in erba sintetica, davvero una novità.
Il circolo era davvero entusiasta dei propri campi, i primi costruiti in Italia con le caratteristiche a norma.
L’ idea di iniziare a giocare a paddle venne ad alcuni italoargentini residenti a Costabissara (Martin Calvelo,Antonio Cadauro,ecc) supportati dalla crescente popolarità del Padel che stava incontrando in Argentina.
Con i ragazzi di Costabissara si creò facilmente una solida amicizia, che prosegue tuttora.
Successivamente iniziai a collaborare con la Federazione, mettendomi a disposizione soprattutto durante alcune fiere organizzate a Bologna sull’ impiantistica sportiva.
Nello stand allestito dalla Federazione, faceva bella mostra di se un modellino di campo e alcune racchette, oltre all’ aiuto di un videoregistratore che mostrava scambi del Circuito Professionistico Coca Cola argentino.

La nazionale italiana dei mondiali del ’94 con il Presidente Daniel Patti primo a sinistra e Mauro Zanzi ultimo a destra

Grazie all’ impegno di Daniel, di li a pochi mesi furono allestiti due campi a Borgo Panigale.
Il budget limitato non permise di realizzare due campi come a Costabissara, però costituì il primo passo per far conoscere il Padel a Bologna.
Furono costruiti su una pista di pattinaggio, con le pareti costruite in legno e la recinzione in rete plastificata.
Seppur spartani , questi due campi furono fondamentali per far conoscere il Padel e creare nuovi appassionati.
Ora era arrivato anche per me il momento di far qualcosa di concreto…”

to be continued…

Nella prossima storia Mauro ci racconterà come si è sviluppato il Padel sulla costa romagnola con la grande idea di costruire il primo campo in vetro in Europa

Fonti varie: Martin Calvelo, Mauro Zanzi, Daniel Patti, Salvatore Arrigo, articoli vari dell’epoca.