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Io Marcela Ferrari e l’Arte di allenare

L’allenatrice della nazionale femminile italiana e di grandi stelle del Padel mondiale ci ha concesso un’ intervista in esclusiva in due puntate, una dedicata al Padel Internazionale (WPT in particolare) e una al Padel italiano

Buongiorno Marcela, grazie per aver accettato la nostra intervista, iniziamo subito con una raffica di domande che siamo curiosi su quello che ci racconterai!

In quest’ultimo anno la tua attività di allenatrice si è concentrata su quali giocatori/giocatrici?
La mia attività come coach non si ferma mai.
È vero che questa è la prima stagione in 8 anni che non alleno giocatori che stanno tra i primi 10 al mondo, ma ho comunque dei grandi giocatori nella mia scuderia come Andrés Britos, Guille Casal, Johan Bergeron, Jesus Ruiz, Laia Bonilla, Sara Pujals, Joaquim Florensa, Pol Espinal, Jan Sanfulgencio, Gerard Vila, Joel ….. a parte altri giovani promettenti.
Poi ci sono i giocatori amatoriali, anche loro mi fanno sentire la mia passione per insegnare e da loro imparo molto.
Tutto questo lo faccio attraverso la mia Accademia Marcela Ferrari Padel a Barcellona.

Secondo la tua esperienza è più difficile allenare un grande giocatore/giocatrice del World Padel Tour o un giocatore giovane con un alto potenziale?
In entrambi i casi si tratta di un rapporto bello e difficile, con molta responsabilità anche se penso che un giocatore giovane con molto potenziale è più “complicato” da allenare, poiché come a volte dico bisogna pulire la pietra (costruire, rifinire), invece con quelli che stanno in alto è una cosa diversa, bisogna sostenerli.
A quelli giovani bisogna contenere l’ansia, senza fargli perdere l’entusiasmo.
Devono lavorare senza farsi condizionare dall’ambiente, per noi significa lavorare per il futuro di un giocatore che vuole compiere il suo sogno.

allenare padel

Quale è stato il giocatore/giocatrice più complicato da allenare?
Gemma Triay e Lucia Sainz, non perchè sia stato “complicado”, ma soprattutto per la situazione che avevamo.
Molti infortuni durante quel periodo da parte di entrambe le giocatrici e un momento personale mio difficile, quindi tutto sommato alla fine non abbiamo potuto costruire il progetto che ci aspettavamo.
Ma il lavoro fatto in tutti gli allenamenti è stato positivo, loro due sono grandi professioniste con le quali abbiamo un buon rapporto.

Quale è, secondo te, il giocatore e la giocatrice del WPT che ha più “garra“?
Molti di quelli che giocano le pre previas e le previas del WPT, perché devono sacrificare molte cose per tentare di avere la chiave della porta che tutti vogliono aprire, in realtà alla fine arrivano in pochi.

Se dovessi scommettere su un “crack” a livello maschile e femminile su chi punteresti?
Ari Sanchez e Agustin Tapia ormai non vale, no?.
Ovviamente qualcuno dei miei giocatori e giocatrici, ma per non mettergli nervosismo addosso parlerò di una giocatrice che mi ha sorpreso e che non si allena con me ma ha un gioco che mi piace molto fin da quando era piccola.
È Noa Canovas, una giovane giocatrice di Barcellona, non è ancora arrivata in WPT.

C’è mai stato un giocatore o giocatrice su cui non avresti puntato molto e poi si è rivelato un grande giocatore o giocatrice?
Quando ero la selezionatrice catalana degli under, nel pullman dicevo a tutti i giocatori di godersi questo momento unico e magico, che il fatto di essere convocato non significa arrivare in alto.
Forse alcuni di quelli che in quel momento non erano lì sarebbero arrivati in alto per il fatto di avere meno pressione addosso, per la grinta e per altri motivi.
E così succede tante volte.
Alcuni di quelli che avevo ci sono arrivati lo stesso, come Ari Sánchez….ed io sono molto soddisfatta perchè se lo merita!

E al contrario un giocatore o giocatrice che pensavi diventasse un fenomeno ma poi si è perso per strada?
Questo succede più di quanto pensiamo, forse per colpa del sistema, dell’entourage e in questo caso un mea culpa va a noi allenatori per non gestire bene alcuni giocatori, bisogna essere attenti perchè prima di ogni altra cosa loro sono persone.
La cosa peggiore è quando si perdono per strada per colpa degli infortuni.

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Vedi in prospettiva una coppia maschile che potrebbe arrivare ai livelli della coppia Belasteguin/Diaz?

“Le partite di Belasteguin/Diaz le abbiamo viste per tanto tempo e non si ritornerà mai più a vedere qualche cosa di simile”.

Ci saranno grandi coppie, ora ce ne sono alcune, ad esempio più recentemente la coppia formata da Bela e Pablo Lima, che hanno fatto grandi cose ma che qualcuno riesca ad essere numero 1 per 13 anni di fila non sarà possibile.

Lato femminile vedi una battaglia per il primo posto su più coppie?
Vediamo come tornano tutte, quest’anno abbiamo visto un solo torneo.
Si presenta una grande battaglia tra diverse coppie anche nel femminile.
Sarà entusiasmante, quanta voglia di vedere e vivere il Padel!
Non mi sbilancio per nessuno ma vedo 6 coppie candidate al trono…

Attualmente Marcela Ferrari ha una sua accademia al Club Esportiu Laietà di Barcellona in collaborazione con il manager Andrea Balducci (primo giocatore della storia del Padel italiano) che si occupa delle relazioni di Padel tra Barcelona e l’Italia oltre a fornire al nostro Blog notizie esclusive sul Padel spagnolo.

to be continued…

By Carlo Ferrara