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Il mio obiettivo è VINCERE: scopri perché non funziona

Continua il nostro percorso nel mondo del Mental Coaching nel Padel …

Spesso quando entriamo in campo abbiamo in mente una cosa sola: vincere!

Apparentemente si tratta di un obiettivo chiaro, definito e impossibile da fraintendere ma… ne siamo proprio sicuri?

Un obiettivo per essere tale deve avere alcune caratteristiche che possiamo memorizzare grazie all’acronimo S.M.A.R.T (che prendiamo in prestito da mondo del management, ma che risulta applicabile ad ogni ambito della vita che richiede di formulare obiettivi)

Vediamo quindi una ad una le caratteristiche di un obiettivo ben posto:
• Specific – Specifico
• Measurable – Misurabile
• Achievable – Realizzabile/Sfidante
• Relevant – Rilevante / importante per me
• Time Bound – Scadenzato/ Temporizzato

Riprendiamo il nostro unico obiettivo iniziale, “vincere!” e vediamo punto per punto cosa gli manca per essere un obiettivo ben posto.







Un obiettivo specifico deve rispondere alle seguenti domande:
• Cosa voglio realizzare?
• Perché questo obiettivo è importante?
• Chi è coinvolto?
• Dove si trova? In quale luogo?
• Quali risorse ho a disposizione?

Quindi torniamo al nostro “Vincere!”

• Cosa voglio vincere? Il Match? Un set? Un certo numero di game?
• Perché voglio vincere?
• Chi vince con me? Chi invece perde?
• Dove voglio vincere?
• Cosa mi occorre fare per vincere?

Ora probabilmente avrai sorriso rispondendo come se fosse scontato che vuoi vincere il match… ma quando incontri un binomio oggettivamente più forte, quanta differenza potrebbe fare approcciare il match con l’obiettivo di vincere un certo numero di games?

Vediamo la seconda caratteristica: Misurabile

Se ci pensi è fondamentale che un obiettivo sia misurabile, altrimenti come facciamo a sapere a che punto siamo, e alla fine come possiamo essere certi di averlo raggiunto o di non averlo fatto?

Le domande a cui un obiettivo misurabile deve rispondere sono:
• Quanto? Quanti?
• Come saprò di averlo realizzato?
• Come lo sapranno gli altri?

Quindi riprendiamo il nostro “vincere!”
Quanti set? Games? Punti?
Qual è il punteggio finale che mi consente di dire “ho raggiunto il mio obiettivo?

Abbiamo poi la terza caratteristica: Achievable – Realizzabile/sfidante

Porsi obiettivi non realizzabili è una strategia fallimentare: anche l’atleta che ama le sfide, a fronte di obiettivi non realizzabili perde velocemente interesse, ma allo stesso tempo obiettivi troppo semplici, che non ci fanno sentire sfidati, non sono produttivi.

Ecco perché un buon obiettivo deve essere sia realizzabile che sfidante: un bel mix non trovi?

Dunque quando stabilisci il tuo obiettivo, alza sempre la tua asticella senza esagerare.

Se sono un giocatore con un buon servizio, non faccio doppi falli e sono efficace, darmi come obiettivo di fare servizi efficaci è certamente raggiungibile ma per nulla sfidante.
Se invece mi dessi come obiettivo quello di essere ugualmente efficace dando un effetto specifico al servizio, ecco le cose cambierebbero, non trovi?

Veniamo alla prossima caratteristica: Rilevante, importante per me.
Un obiettivo è rilevante quando è sostenuto da una forte motivazione: perché voglio ottenere questo?

Questa caratteristica ha a che vedere con il perché, più che con il cosa e il come: riprendiamo il nostro tormentone “voglio vincere”

• Perché voglio vincere?
• Cosa mi permette di ottenere la vittoria?
• Come mi sentirò vincendo?
• E dopo?
• Come si sentiranno le persone coinvolte?

E infine abbiamo un’ultima caratteristica: Temporizzato

Un obiettivo ben formulato necessita di una data di scadenza, di un tempo entro cui essere realizzato.

Ovviamente se entriamo in campo e vogliamo vincere quella partita si tratta di un tempo quasi istantaneo, ma ti invito a pensare a come possiamo approcciare gli allenamenti se abbiamo in mente un tempo entro il quale vogliamo vincere.

Un obiettivo ben posto ci permette di ottimizzare la nostra esperienza, sia essa sportiva, professionale o personale.

Troppo spesso gli atleti con cui lavoro mi dicono “è andata male, ho perso”, lasciando sul piatto molte cose che quella sconfitta può darci e troppo spesso la vittoria funge da buon alibi per evitare di farsi qualche domanda in più.

 

Molte persone credono che la performance inizi e finisca in campo, o quanto meno al circolo… la verità è che…

la performance finisce solo quando, dopo stretching, doccia e dopo esserci nutriti e riposati,
ci prendiamo il tempo di un debriefing finale:

 

• Che cosa ho imparato?
• Che cosa ho fatto bene?
• Che cosa posso migliorare?
• Come posso farlo?
• Ho già le risorse che mi occorrono? Se non le ho dove posso trovarle?
• Chi sta già facendo quello che voglio fare io? Può aiutarmi?
• Quali sono i punti di forza che posso utilizzare ancora di più?
• Quali sono i punti “deboli” che sono emersi in questa performance?
• Come posso gestirli?

Questo debriefing, fatto con costanza e in modo quanto più neutro possibile, ci permette di rivedere i nostri obiettivi gara dopo gara, allenamento dopo allenamento e di ottimizzare le nostre performance.

Sono Cristina Molinari, Sport Mental Coach specializzata nel Padel, autrice della tesi “Il Mental coaching nel Padel”.
La passione per questo sport, mi ha spinta a declinare in modo nuovo tutte le competenze acquisite attraverso lo studio e la pratica.
Lavoro con giocatori di Padel agonisti ed amatoriali attraverso tecniche di coaching avanzato, utilizzando la PNL (Programmazione Neuro Linguistica), la respirazione ed esercizi pratici creati su misura per ciascun giocatore.