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Top Padel Interviste : Le gemelle Alayeto

In collaborazione con il Corriere dello Sport abbiamo intervistato le più grandi giocatrici nella storia del World padel Tour,
le Gemelas Atomikas Alayeto

Il soprannome Gemelas Atomikas nasce da due combinazioni: la prima, quando giocavamo nella squadra di padel del Real Zaragoza Tennis Club, dove avevamo un capitano che ci inculcò i valori delle ‘formiche’… Grandi lavoratrici e senso di appartenenza al team; la seconda, quando il mio ragazzo mi disse ‘Mapi, lo sai che ci sono dei cartoni animati che si chiamano formiche atomiche?’. Da lì ci venne l’idea di chiamarci le ‘Gemelle Atomiche‘”.

Mapi e Majo Alayeto, rispettivamente numero 9 e numero 8 del ranking mondiale, in un’intervista esclusiva mettono a nudo la propria passione per il padel. Cresciute a Saragozza il 20 Giugno di quasi 37 anni fa e residenti a Madrid, sono gemelle omozigote, ma un occhio particolarmente attento può distinguerle dai due centimetri di altezza che separano Mapi (1,73) da Majo (1,75). Dopo l’esperienza nel tennis, hanno trovato nel padel la propria dimensione, diventando di fatto una delle coppie più forti della storia: approdate nel circuito professionistico nel 2009, si sono laureate campionesse del World Padel Tour per quattro stagioni (2014, 2015, 2017 e 2018), d’Europa di coppia e per nazioni (2009) e del mondo per nazioni (2010, 2014, 2016). L’una reves (Majo), l’altra drive (Mapi), hanno ottenuto il maggior numero di vittorie di un torneo WPT e vantano il record di 30 partite vinte consecutivamente nel 2017.

Gemelle Alayeto, il passaggio dal tennis al padel

Sul passaggio dal tennis al padel, Majo afferma: “A 6 anni abbiamo iniziato a giocare a tennis presso il Club di Saragozza, diventando in poco tempo due professioniste della Federazione Spagnola, per poi ritirarci a 19 anni. Non abbiamo lasciato il tennis per passare al padel, bensì siamo state costrette a smettere di giocare per dedicarci allo studio e al lavoro. Abbiamo iniziato a giocare a padel nel 2008 per caso, dato che alcuni amici ci hanno invitato a provarlo; all’inizio non ci trovavamo con le pareti e altre diff erenze, ma poi nel breve ci siamo appassionate, finché nel 2010 abbiamo deciso di trasferirci a Madrid per allenarci e tentare di diventare professioniste, guadagnandoci da vivere con questo sport che sentiamo nostro. Prima di iniziare la stagione aumentiamo sempre i nostri carichi di lavoro, dedicandoci nelle prime settimane soprattutto alla preparazione fi sica e a correggere gli errori che facciamo in campo, per poi raddoppiare le sedute un paio di settimane prima dei tornei. Durante la stagione ci concentriamo, invece, sugli aspetti tattici e sulla qualità più che sulla quantità. Dal nostro punto di vista è necessario avere un mental-coach. Noi abbiamo avuto uno psicologo nel 2013 ed è stato fondamentale sia per la parte tecnica che per quella fi sica, oltre che per fare squadra tra noi due. Tutte le migliori coppie del ranking oggi ne hanno uno. Crediamo che la tecnica sia molto importante da acquisire, soprattutto quando si inizia a giocare a padel. Tra i professionisti, dove l’aspetto tecnico è in linea di massima uguale per tutti, resta fondamentale curare la tattica che influisce in maniera determinante nelle azioni di gioco e nell’eventuale vittoria finale“.

Il 2020 delle gemelle Alayeto e il padel in Italia







“L’alta qualità influisce positivamente sul gioco, anche se poi ogni giocatore cerca determinate caratteristiche per la propria racchetta. Per quanto ci riguarda, le nostre NOX sono appunto diverse. La mia MP10 è una racchetta rotonda con il punto di equilibrio più verso il centro e abbastanza equilibrata, permettendomi un ottimo controllo nel gioco. Mentre il modello MJ10 di Majo è a forma di lacrima e ha il punto dolce più verso la punta, dettaglio che consente di eseguire dei colpi molto potenti. Il nostro 2020? Probabilmente non abbiamo ottenuto i risultati auspicati, ma non abbiamo mai abbassato la guardia e dopo ogni partita ci siamo sempre confrontate per migliorarci e questo ci permette anche oggi di essere fiduciose per affrontare un 2021 con ancora più grinta.
Per il 2021 non vogliamo porci obiettivi legati solo al punteggio di ogni gara o alla posizione in classifica; la nostra mission sarà come sempre, energia, concentrazione e impegno, migliorando gara dopo gara il nostro gioco. Solo così arriveranno anche i risultati.
Ci sorprende molto come si stia sviluppando il padel in Italia ed è bello vedere che si iniziano anche a organizzare eventi importanti. È molto positivo vedere sempre più coppie femminili che partecipano alle varie tappe del WPT. Speriamo che tutto il sistema continui ad avere questo trend positivo”, afferma invece Mapi.

Buon Padel a tutti

di Carlo Ferrara e Marco Oddino