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Epicondilite nel padel, questo è il problema!

L’ epicondilite è una delle lesioni più comuni nel padel, è normale avere un dolore al gomito, purtroppo sia nel padel che nel tennis questa parte del corpo risulta essere molto esposta.

Da uno studio recente spagnolo si evince che la epicondilite è il terzo infortunio più frequente associato alla pratica del padel, con un 8.5% di frequenza. Nella classifica delle lesioni rimane terzo dietro alla distorsione della caviglia (17%) e alle contratture muscolari (14.5%).




Se anche tu ami vivere il padel a 360° e ti sei agganciato a tutti i gruppi social in argomento, hai sicuramente letto di più persone che chiedono consigli per superare questo doloroso trauma.
Oppure sei tra gli sfortunati che ci devono fare i conti.

Da giocatori consapevoli, noi per primi siamo fautori della buona relazione che dovrebbe sempre esserci tra i giocatori di qualsiasi livello con un bravo fisioterapista di specializzazione sportiva.
Serve quando ci si fa male certo ma soprattutto per avere una buona manutenzione del nostro sistema scheletrico muscolare prima che si faccia male.
Vedendo quindi quante persone si chiedono come comportarsi quando l’epicondilite bussa alla porta, abbiamo intervistato un esperto fisioterapista del settore, il dott. Marco Carpene e abbiamo fatto un po’ di chiarezza.

Marco, come si evitano epicondilite e in generale, le infiammazioni al braccio dominante?
“Per prevenire un’epicondilite, può essere utile seguire questi consigli:
– Quando giochi, muovi la pala usando tutto il braccio, coinvolgi tutto il corpo nei colpi anziché sovraccaricare soltanto il polso e durante il contatto con la palla cerca di tenere il polso rigido. Puoi verificare  se i tuoi movimenti sono corretti facendoti consigliare da un allenatore professionista;
– riscalda i muscoli del braccio prima di iniziare un’attività sportiva;
– fai esercizi di stretching per il polso e per la spalla ma anche per i muscoli del collo.
Non va assolutamente sottovalutata, la compresenza di patologie a carico del rachide cervicale e la compresenza di Cervicalgia.
Anche una buona racchetta da padel fa la differenza e può aiutare a prevenire l’epicondilite. Va quindi scelta bene in relazione alle proprie esigenze, anche fisiche (peso, bilanciamento, impugnatura, materiale).




Come si riconoscono i primi sintomi di epicondilite e come si differenzia da altro tipo di infiammazioni?
“Può presentarsi con un decorso acuto o cronico. I sintomi più diffusi sono:
1. dolore localizzato nella zona del gomito o che si irradia lungo l’avambraccio fino ad arrivare al polso;
2. dolore in seguito all’uso del polso o della mano (es. una stretta di mano o girando semplicemente la maniglia di una porta);
3. indebolimento del polso e dell’avambraccio.
L’epicondilite è un’infiammazione data in realtà da una “degenerazione dell’inserzione osteo-tendinea dei muscoli epicondiloidei-estensori che si inseriscono sull’epicondilo”.

Tra i fattori vi sono:
• iper sollecitazioni funzionali (la continua ripetizione di alcuni movimenti)
• microtraumi
• ridotta potenza dei muscoli dell’avambraccio
• errori tecnici di esecuzione dei meccanismi iterativi
• predisposizione individuale”

Quando è bene intervenire sul malessere?
“Quando può diventare limitante nello svolgimento delle normali attività quotidiane.
Ci sono numerose terapie utilizzate per combattere l’epicondilite in un immediato intervento: la più semplice e immediata è una terapia topica con antinfiammatori sotto forma di pomata, gel o schiuma.
Nel caso in cui i non dovessero sortire un adeguato risultato, si può passare al trattamento riabilitativo tramite specialista.
Lo specialista può infatti valutare l’area coinvolta nell’infiammazione, andando ad analizzare quale muscolo è maggiormente doloroso. Valuta anche il movimento che da maggiore dolore, ed eventualmente se vi è una corrispondenza a livello cervicale, per poterla trattare direttamente.
Quindi si valutano diverse opzioni:
Massaggio: si massaggiano i ventri muscolari colpiti, facendo una mobilizzazione del polso, del gomito ed una prono-supinazione
Onde d’urto: permette di colpire selettivamente il muscolo infiammato, e le strutture tendinee dolenti.
Laser ad alta potenza: solo laser Yag o Superpulsati hanno dei risultati soddisfacenti, e la loro efficacia è percepibile già dalla prima seduta.
Tecarterapia : riduce l’infiammazione, decontrattura la muscolatura.
Stretching: Molto importante in quanto un giusto allungamento permette un movimento corretto di tutte le strutture.
Trigger point: si trattano i trigger manualmente, o mediante l’uso di strumenti come la miofibrolisi.
Kinesiotaping: aiuta molto la zona a ridurre l’edema, e la congestione”.

Esistono delle cure o delle manipolazioni che permettono di curare l’infiammazione/epicondilite più lieve e intanto continuare a giocare?
“Si e no…. Per prima cosa, va assolutamente allontanata la causa del dolore (racchetta da Padel, lavoro manuale intenso… ecc ecc) fino al completo superamento del dolore.
Cercare di indagare il livello di infiammazione con prove varie avrebbe come solo effetto il riacutizzarsi della sintomatologia.
Come secondo rimedio, è consigliata la crioterapia fatta utilizzando borsa del ghiaccio classica, con cubetti, da mettere sulla zona dolorosa per almeno 15 minuti, 3 volte al giorno.
Si può provare a trattare la zona anche con impacchi serali di crema antinfiammatoria (tipo Voltaren, Dicloreum, ecc ecc o creme naturali come l’arnica). Si mette una quantità di crema senza massaggiarla, si ricopre la zona con pellicola alimentare trasparente e si lascia in posa tutta la notte. Il calore e la non traspirazione aumentano la porosità della pelle, permettendo una maggiore penetrazione del farmaco. Non è comunque consigliato protrarre questa pratica per più di 1 settimana, ed è da interrompere immediatamente in presenza di arrossamenti, o screpolature della pelle”.

Buon Padel a tutti

by Roberta Lozza in collaborazione con il dott. Marco Carpene

(Prima parte)

Fonte immagini: www.empadelados.com