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E tu, comunichi quando giochi a Padel?

Quando abbiamo iniziato a giocare a padel, con ogni probabilità ognuno di noi si è preoccupato di curare l’aspetto tecnico, strategico e legato ai “ferri del mestiere”. Tutto il necessario, insomma per poter entrare in campo e sfoderare i nostri colpi migliori.

Se poi, nel mentre imparavamo, abbiamo anche investito del tempo a osservare partite di giocatori più bravi di noi o meglio ancora, le partite del World Padel Tour, abbiamo anche notato il grande chiacchiericcio che fa da contorno ad ogni scambio. Vuoi vedere che i giocatori di padel sono tutti dei grandi chiacchieroni?
La verità è che, seppur formata da due sole persone, il padel è un gioco di squadra e come tale, trova nella comunicazione uno tra gli strumenti essenziali per poter performare al meglio.




L’utilità di questa continua comunicazione tocca più aspetti, non solo strategici. Intanto, è fondamentale prima dell’entrata in campo perché ci permette di prendere i primi accordi su come ci muoveremo in campo; su come reagiremo ad esempio con le palle al centro, su che tipo di gioco vogliamo fare; se conosciamo gli avversari, su che strategia vorremo adottare e ancora, sui nostri colpi più forti e quelli più deboli quando abbiamo un compagno occasionale.

Nel padel inoltre è sempre un solo giocatore coinvolto nel colpo, una comunicazione concisa e precisa con informazioni essenziali, gli da la possibilità di mantenere la concentrazione sulla pallina ma avere tutte le informazioni necessarie per decidere il colpo.




È pur vero che il compagno di squadra ha un punto di osservazione esterno rispetto al nostro colpo e modo di muoverci in campo e ci può quindi dare delle indicazioni preziose per chiudere un colpo… o schivarlo. Capita infatti che nella concitazione dello scambio, il giocatore coinvolto sia in piena fase di riflesso e non si accorge che una palla è potenzialmente fuori o anche; capisce che un lob che noi abbiamo dato per lungo è invece buono e ci indica di restare sulla palla; in un colpo fallito il nostro compagno di squadra può aver notato un movimento non ottimale, o consigliarci un approccio diverso che ci aiuta a sperimentare un colpo diverso.

Va da sé che la comunicazione è fatta certo di parole ma anche di ascolto:




“comunicare è parlare ma anche e soprattutto ascoltare”.

È quindi dote preziosa, in un gioco che si sviluppa così velocemente nei canonici 90 minuti, la nostra capacità di sincronizzare al nostro compagno il nostro modo comunicativo e mantenerci al contempo aperti all’ascolto: ascolto di cosa ci dice il compagno mentre siamo in piena fase di gioco e ascoltare anche tra un game e l’altro con fiducia e rispetto come si conviene in qualsiasi gioco di squadra. Ci permette di divertirci sicuramente di più, di crescere più velocemente e di evitare stupidi incidenti in partita che, se va bene portano a qualche scheggiatura qua e là… quando va meno bene può portare anche a infortuni più o meno seri.

In un prossimo articolo affronteremo nel dettaglio la comunicazione in termini più tecnici, quindi quali informazioni è bene condividere, il gergo più in uso e come scegliere cosa dire.

Buon padel a tutti

by Roberta Lozza

Fonti: http://www.padelnostro.it