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Killer Point ( Punto de oro) nel Padel, che paura !

Sappiamo che il padel è stato ispirato per tanti aspetti dal tennis e da questo sport a ereditato il modo di gestire il punteggio.
Dall’anno scorso, nel WPT è stato introdotto il Killer Point chiamato dagli organizzatori spagnoli del circuito  Punto de oro o anche Gold Point: oggi è ancora poco utilizzato a livello amatoriale ma con ogni probabilità verrà adottato a tutti i livelli.

In cosa consiste?




Nei punteggi, quando nel game le coppie che si scontrano arrivano a 40-40 giocano, come nel tennis, ai vantaggi. Questo vuol dire che sul pari, chi fa punto va in vantaggio e se vince anche quello successivo si aggiudica il game. Se invece lo perde, si torna in parità e si ricomincia.
Questa modalità può prolungare di molto il tempo di gioco, a seconda del livello dei giocatori in campo, perché non c’è un limite di volte che puoi andare in parità. Ora, in una partita amatoriale, fosse anche di campionato o torneo, è comunque un rischio facilmente gestibile mentre nelle partite professionistiche che possono già durare oltre le due, tre ore, crea più difficoltà, anche nel voler divulgare grazie alla televisione questo sport.

Quindi è stato inserito il “Killer Point”: sul 40-40, il punto successivo chiude il game a vittoria di chi riesce a fare il colpo vincente. È evidente che chi è in battuta ha il vantaggio di essere a rete ma, a differenza del solito, i giocatori che devono rispondere devono decidere su chi deve essere giocata la battuta iniziale. Sembra una scelta comandata ma in verità, poter scegliere chi far rispondere da’ un grande vantaggio anche a chi si trova a fondo campo. Come possiamo ottimizzarlo al meglio?

Esistono dei luoghi comuni sul padel che è bene scardinare per essere sicuri di fare la scelta migliore, game dopo game: ad esempio che il giocatore di destra difende e riceve meglio e che nel killer point risponde chi ha i nervi più saldi, è meno emotivo. Si dice anche che ha più leadership in campo.




Generalizzando, sono due affermazioni che possono rispondere al vero ma, come ci piace sempre ricordarvi, ogni partita è a sé stante e per questo è importante osservare la dinamica del gioco in campo invece che dare per scontata una scelta così delicata.
Quando giochiamo con il killer point, dobbiamo sempre porre attenzione alla nostra efficacia in risposta alla battuta, su ogni singolo giocatore.
Questo ci permette di scoprire chi tra noi e il nostro compagno risponde meglio, riesce a mettere più in difficoltà il colpo successivo degli avversari sull’avversario A e B.
Questo perché è vero che abbiamo sotto il nostro controllo la nostra gestione emotiva e le nostre capacità tecniche.

È anche vero che, spesso e a livello amatoriale possiamo anche scrivere “quasi sempre”, i nostri avversari si rivelano più efficaci, più aggressivi su un lato di battuta più che sull’altro.
Quindi magari in generale è il giocatore di destra che difende meglio ma possiamo aver notato che il nostro avversario A, sulla diagonale che finisce sul compagno di sinistra non riesce a forzare la battuta come invece fa sulla nostra diagonale, rendendo più semplice rispondere, magari con un bel lob.

Oppure ancora, magari il giocatore di sinistra è più efficace nelle risposte ma ha inanellato un game dove ha fatto fatica a gestire le battute, meglio allora evitare di aggiungere la pressione del killer point.
Come sempre, è importantissimo poter comunicare efficacemente con il nostro compagno di gioco per scegliere in modo il più oggettivo possibile, anche per abbassare il carico emotivo di una palla che, non dimentichiamolo, è pur sempre chiamata “killer point”.

Se ancora non lo avete sperimentato, ricordatevi di usarlo anche nelle vostre partite tra amici, per abituarvi ad osservare e anche a vivere l’emozione diversa che è inevitabile provare quando con una palla sola possiamo vincere o perdere un game costruito duramente.

Buon Padel a tutti

by Roberta Lozza