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Il gergo del giocatore di padel

Dopo un pò che giochiamo a padel diventa un must  imparare il gergo più pratico e immediato da usare con il nostro compagno durante la partita.

La comunicazione è fondamentale nel padel ed è vitale imparare a essere rapidi, semplici nelle indicazioni e efficaci.
Ovviamente noi vi daremo dei consigli di massima che potrete personalizzare a vostro piacimento. Se avete la fortuna di giocare con un compagno fisso, avrete più semplicità a trovare una linea comunicativa comprensibile per voi e avrete tutto il tempo per sperimentarla fino a trovare quella perfetta per il vostro gioco.

Nel caso in cui invece giocate anche con compagni occasionali, ecco una lista della terminologia che potete proporre in gioco, e quando utilizzarla.

Mio/ Tuo: è importante decidere come vogliamo chiamare i nostri avversari e più è generico più è facile renderlo automatico. Utilizzare i nomi propri potrebbe infatti non essere efficace se conosciamo poco gli avversari o, nelle fasi più concitate, potrebbe richiedere un impegno aggiuntivo ricordare i nomi quando è invece importante essere concisi. Mio/ tuo è un ottimo esempio, dovete solo decidere se utilizzarli in modo speculare o diagonale.

Dritto/rovescio dietro: indicazione che serve sempre per indicare la posizione dei giocatori avversari, e può sostituire “mio/tuo”. Si indica la posizione del giocatore che sceglie di rimanere dietro e non salire a rete. È il giocatore su cui giocare il nostro colpo, dritto o rovescio aiuta il nostro compagno a scegliere il colpo di risposta.

Incrociato o lungolinea: in questo caso l’indicazione è un suggerimento per la direzione del colpo verso il giocatore che è rimasto dietro (che è la strategia migliore ogni volta che un giocatore resta dietro, giocare con lui). È l’evoluzione di “dritto/rovescio dietro”.

Attaccato: quando gli avversari seguono il colpo sotto rete e vogliamo indicare quanto sono sotto rete (il nostro compagno dovrebbe optare in questo caso con un lob che li scavalchi o li allontani dalla rete oppure un colpo al corpo se la nostra palla è comoda). Nel WPT ad esempio si sente anche “mucho” o “mucho mucho” quando le avversarie sono attaccate a rete.







Metà: quando gli avversari restano nella “terra di nessuno” né dietro, né sotto rete (in questo caso è interessante una palla a velocità media nei loro piedi o una palla lunga e bassa).

Arrivano: quando la nostra azione inizia con gli avversari a fondo campo ma poi decidono in un secondo momento di scendere a rete. In questo caso vale la strategia della palla lunga e bassa (nella migliore delle ipotesi, la recuperano al volo ma dal basso verso l’alto) o il lob.

A fondo: per avvisare il compagno che gli avversari sono rimasti a fondo campo. In questi casi, se anche noi siamo a fondo campo è un’occasione per riprendere la rete, il nostro colpo dovrà in ogni caso tenerli al fondo.

Aperti: è un’indicazione utile sia che i nostri avversari siano a rete o a fondo campo e va usata quando gli avversari lasciano molto spazio al centro dove è possibile tentare il nostro colpo di risposta.

Un ultimo dettaglio fondamentale, che a volte a livello principiante viene meno osservato.
In genere, impariamo abbastanza in fretta a muoverci in sincronia con il nostro compagno ma spesso facciamo l’errore di mantenere la nostra attenzione sulla pallina e quindi sulla fase di gioco.

Quando stiamo giocando ed è coinvolto il nostro compagno invece, è fondamentale che il nostro sguardo resti sugli avversari per dare appunto le giuste indicazioni al nostro compagno, non dobbiamo mai seguire la pallina.

È una capacità che va allenata perché un po’ contro intuitiva ma assolutamente necessaria affinché la nostra comunicazione sia efficace e davvero utile al nostro compagno.

Buon Padel a tutti

by Roberta Lozza

Fonti varie: Padel Magazine


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