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Gioco a padel o è meglio il riposo muscolare?

Siamo sempre di più e con frequenze di gioco da far impallidire più di un atleta professionista, anche se amiamo definirci amatoriali che giocano per divertimento o per sfogare un po’ di energia.

In articoli recenti abbiamo visto come è importante abbinare alle partite di padel una routine che aiuti il nostro corpo a performare al meglio come pure a recuperare le energie spese sul manto erboso, non smetteremo mai di dire che è anzi fondamentale.




Ma proprio perché il padel diventa per i più al pari di una droga di cui non si riesce ad averne mai abbastanza, sappiamo riconoscere i segnali che il nostro corpo ci da’ quando stiamo superando il nostro limite fisiologico?

Chi ha praticato una qualsiasi disciplina sportiva o ha fatto allenamenti muscolari sa perfettamente che a fronte di uno sforzo fisico, nelle ore e nei giorni a seguire, si possono avvertire dei dolori muscolari nei distretti che sono stati sollecitati. In gergo tecnico sono chiamati DOMS. Le fibre muscolari si sono rotte in fase di allenamento e il corpo le va a rigenerare con “nuovi mattoncini” (motivo per cui il muscolo cresce di volume). Per dare un’idea, sono però i dolori che un po’ tutti identifichiamo come quelli da “acido lattico”.




L’inesperienza però ci può portare nel padel a confondere i dolori del corpo, i suoi messaggi che, quando non ascoltati, non portano mai a qualcosa di buono.

Quindi abbiamo chiesto al già conosciuto dott. Marco Carpene qualche informazione in più per imparare a comprendere quando possiamo insistere e quando invece è meglio fermarci per lasciare il tempo al corpo di recuperare, oppure addirittura procedere con qualche maneggiamento professionale.




Marco, ci sono dei segnali del nostro corpo che ci anticipano una situazione di stress (overuse)?
No pain. No gain”: probabilmente ogni atleta ha sentito questa frase ad un certo punto della sua carriera sportiva. Un allenamento costante e intenso è quello che ci vuole per raggiungere la perfezione nella pratica sportiva. Tuttavia, le persone spesso non si rendono conto di quanto possa essere pericoloso per il corpo di un atleta il sovrallenamento. Sebbene sia imperativo allenarsi per migliorare la propria resistenza e forza, i sintomi da overuse syndromes possono svilupparsi gradualmente nel tempo e provocare gravi lesioni.
Esistono fondamentalmente due tipi di infortuni: quelli acuti e quelli da overuse.
Gli infortuni acuti sono solitamente il risultato di un singolo evento traumatico (macro-trauma) eincludono fratture, distorsioni, lussazioni, stiramento dei muscoli. Gli infortuni da overuse invece sono più delicati e solitamente si verificano in un arco temporale più ampio, poiché sono il risultato di microtraumi ripetuti a tendini, ossa e articolazioni. Tra questi, esempi comuni per chi gioca a padel includono il gomito del tennista (epicondilosi laterale), la spalla del nuotatore (tendinite e conflitto della cuffia dei rotatori), il ginocchio del corridore e la lombalgia del calciatore.

Perché si verificano gli infortuni da overuse?
Le cause possono essere svariate. La più comune riguarda i cosiddetti errori di allenamento, che nello specifico comportano a un aumento troppo rapido dell’intensità, della durata e della frequenza della attività sportiva. Un tipico esempio è quello di un runner che decide di correre ogni giorno una distanza più lunga a un ritmo più veloce. Il corpo, non sempre reagisce positivamente a questi improvvisi cambi di ritmo. Per tornare a noi, settimane con 4/5/6 partite possono mettere il nostro corpo in difficoltà.
Lesioni o infortuni sono inevitabili se non si rispettano correttamente i tempi di recupero necessari al proprio corpo.
Gli infortuni da overuse si verificano anche nelle persone che, dopo un trauma, riprendono a praticare uno sport o un’attività cercando di recuperare il tempo perso.
Perché ci sono giocatori che non raggiungono mai il limite mentre altri, a parità di partite, vivono continui stop? È solo una questione di allenamento fisico?
Succede anche per fattori tecnici, biomeccanici e individuali. In particolare gli squilibri tra forza e flessibilità attorno ad alcune articolazioni, l’allineamento del corpo, i fianchi deboli, le gambe o le ginocchia arcuate, le lunghezze delle gambe non uguali e i piedi piatti possono essere caratteristiche biomeccaniche decisamente rilevanti, che contribuiscono a un rischio di infortunio più elevato. Anche ciò che facciamo fuori dalla gabbia può incidere in questo senso, una postura sbagliata o continua davanti al pc, un lavoro ripetitivo o molto fisico possono contribuire al sovraccarico fisico e alla cattiva gestione del corpo in campo.

Come possiamo riconoscere e differenziare il dolore muscolare da allenamento (DOMS) dal dolore muscolare che deve essere recuperato prima di rimetterlo nuovamente sotto sforzo?
Diciamo che la linea di riconoscimento tra un dolore muscolare da allenamento e un dolore
muscolare da “avvertimento” è molto sottile. La prima differenziazione è sicuramente l’insorgenza dello stesso. In un DOMS il dolore compare generalmente dopo le 24h dall’esercizio sportivo e scompare nel giro di 3-5 giorni; mentre un dolore muscolare o problema ha un’insorgenza immediata manifestandosi con dolore acuto, e non ha scomparsa nel breve termine come nei DOMS. È bene comunque distinguere le due cose, da una parte i DOMS e da l’altra una lesione muscolare.
I DOMS compaiono dopo aver eseguito uno sforzo muscolare alla quale intensità e/o modalità non siamo abituati.
Si ipotizza infatti che i DOMS vengano causati soprattutto da allenamenti basati sulle contrazioni eccentriche (fase di allungamento muscolare, anche detta negativa) ad alta intensità. All’opposto, paiono insorgere e durare meno dopo allenamenti fondati sulle contrazioni isometriche e concentriche.
In presenza di DOMS, l’esercizio moderato può causare inizialmente più dolore ma in seguito porta all’attenuazione dello stesso, senza effetti negativi sulla funzione muscolare e sul suo recupero.
Le lesioni muscolari sono infortuni a carico della struttura muscolare del nostro corpo, sono generalmente dolorose e vengono causate da un eccesso di sforzo, durante la pratica sportiva, anche se possono presentarsi in altri ambiti della vita quotidiana. Possiamo distinguerle in:
• Contrattura: indurimento del muscolo a causa di una contrazione involontaria del muscolo;
• Stiramento: eccessivo allungamento delle fibre muscolari;
• Strappo: rottura delle fibre muscolari.
A seconda della loro gravità, le lesioni muscolari possono presentare i seguenti sintomi:
• Gonfiore e bruciore
• Lividi, edemi e arrossamenti
• Dolore a riposo del muscolo interessato
• Dolore del muscolo durante il suo uso
• Debolezza
• Difficoltà motoria (perdita parziale o totale della funzione del muscolo colpito)
• Avvallamento a livello del muscolo lesionato

Normalmente, nel padel possiamo incorrere più frequentemente in infiammazioni, contratture e stiramenti. Ci sono dei primi rimedi casalinghi che possiamo mettere in atto?
È innanzitutto importante saperli distinguere perché richiedono accorgimenti spesso opposti. Nel caso di un’infiammazione o stiramento, l’ideale è evitare di peggiorare il trauma e quindi, non appena si avverte il fastidio, sarebbe opportuno interrompere ogni attività appena si avverte il fastidio ed applicare del ghiaccio nella zona lesionata, anche se molto spesso, spinti dall’emozione della foga agonistica, questo ahimè non succede… Quindi il consiglio è rivolgersi il prima possibile ad uno specialista di fiducia che saprà consigliare lo scarico e riposo (almeno per 24/36 ore).
Nel caso delle piccole contratture possono essere di aiuto trattamenti che aumentano il flusso sanguigno ai muscoli, come attività a bassa intensità, massaggi, elettrostimolazione, bagni caldi o sauna.
In situazioni più gravi potrebbero rendersi necessari esami strumentali diagnostici per ottenere il risultato ottimale, assicuratevi di avere un vostro fisioterapista sportivo di fiducia che può seguirvi e consigliarvi al meglio.

Come capisco quando è un problema risolvibile con il riposo e i rimedi che ci hai detto e quando invece è opportuno rivolgersi a uno specialista?
Se il dolore insorge improvvisamente e dopo tre giorni non è passato, se è associato a gonfiore, rossore o dolore così acuto da non favorire il movimento è sempre meglio ricorrere ad un parere medico e professionale.
La prima buona regola che ogni padelista dovrebbe seguire è il riposo appena avverte i primi fastidi.
Mi rendo conto che fermarsi con le partite è spesso l’ultima opzione valutata ma l’obiettivo di ogni buon giocatore deve essere il preservare il proprio stato di salute proprio per evitare stop molto lunghi e di solito, anche dolorosi.

Buon Padel a tutti !

by Roberta Lozza in collaborazione con il dott. Marco Carpene

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