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Come scegliersi il compagno di gioco?

Il World Padel Tour ce lo sta dimostrando continuamente: essere il miglior giocatore del mondo non sottintende in automatico anche essere la coppia numero 1.

Se stai seguendo infatti le competizioni professionistiche devi aver notato che, nonostante ci siano coppie create da giocatori che a livello individuale sono i migliori del momento, non sempre riescono a trasformare questo livello personale in un binomio vincente nei tornei.




Sono di questo un buon esempio Triay e Salazar. Hanno scelto alla fine dell’anno scorso di unire le forze per creare, sulla carta, la coppia da battere ma fin dall’inizio di questa stagione, hanno mostrato come non sempre riescano a tessere le loro strategie ai danni delle avversarie (anche se negli ultimi 2 tornei hanno alzato il tiro con una finale ed un torneo vinto). Certo restano la coppia da battere in campo femminile ma l’aspettativa creata dall’unione del loro altissimo potenziale era notevole.

Questo esempio come ci aiuta a livello amatoriale?




Abbiamo visto come è importante giocare con un compagno fisso per creare un percorso sportivo quando abbiamo aspirazioni specifiche (dilettarci in tornei, metterci alla prova in competizioni sempre più sfidanti per esempio), sapendo però alternare anche partite con partner diversi che ci aiutano a non fossilizzarci in un unico modo di giocare.

Ma come lo scelgo il mio compagno di gioco fisso o semi/fisso?

Beh, ci sono diversi parametri che ci aiutano a scegliere, sempre ricordandoci che non è detto che il migliore della piazza sia anche il miglior giocatore per la nostra squadra.
Intanto, è importante avere una buona consapevolezza di se stessi e dei propri mezzi. Dobbiamo sapere in cosa siamo forti, a livello di colpi ma anche di tipo di gioco (se più difensivi, di attacco o efficaci in entrambi) perché l’obiettivo principale di un binomio è poter fare quante cose più possibile e farle bene. Se ad esempio sono molto bravo in difesa ma carente con le palle alte e di attacco dalla rete, posso valutare il mio compagno dando preferenza a qualcuno che ha molto forti o buoni i colpi che invece a me mancano.
Se siamo consapevoli e onesti sui nostri mezzi, ci apriamo alla possibilità di trovare un compagno che come prima cosa completi il nostro arsenale. Certo, potrei trovarne uno che comunque è come me più performante in difesa che in attacco ma che ha più facilità di quanta ne ho io sulle palle alte.
Ciò detto, sappiamo che la strada da percorrere se si vuole crescere nel padel è quella della completezza personale, quindi dobbiamo mettere in conto di continuare ad allenarci e prendere lezioni per migliorare quei colpi che ci restano più ostici.




Un altro aspetto importante è l’obiettivo mio e del mio compagno. Se sto cercando un compagno di gioco per propormi anche nei tornei, è importante che ne trovi uno che come me aspira alla competizione e che ha la giusta fame di risultati perché essere allineati su dove vogliamo andare e arrivare è fondamentale per metterci sulla strada giusta.
Riesci a immaginare di metterti in torneo con l’idea di giocartela e vendere cara la pelle mentre il tuo compagno è  più della filosofia di giocare tanto per fare una partitella in simpatia?
Non che sia l’atteggiamento sbagliato, intendiamoci. Semplicemente la visione differente di entrambi porta inevitabilmente delle tensioni nella fase di gioco che difficilmente possono portare ai risultati sperati.
Valutato quindi le competenze tecniche/strategiche e gli obiettivi, resta importante anche dare un valore alla sintonia, intesa come sintonia caratteriale e sintonia di gioco.

La sintonia caratteriale

Quella caratteriale è apparentemente di più facile comprensione ma talvolta si approccia in modo superficiale. Il rapporto con il compagno di gioco è fondamentale perché  aldilà delle capacità e del gioco che si è in grado di mettere in campo, sono tanti i frangenti in cui la differenza in campo è data dal rapporto e dalla sintonia dei giocatori. Immagina i tie break, i punto de oro e tutte quelle situazioni di down (sotto di uno o più break ad esempio, o a seguito di una serie di qualche errore tuo o del compagno) dove conta la capacità personale di uscire da un loop negativo o farci uscire il compagno di gioco. Si vedono spesso, a livello professionale, partite che sembrano già scritte nel marmo cambiare completamente il risultato finale grazie alla capacità emotiva e relazionale dei giocatori in campo, a livello amatoriale è altrettanto importante. Questo vuol dire che dobbiamo trovarci bene anche nel nostro modo di comunicare e di usare il nostro linguaggio (anche non verbale). Se sei un sanguigno modello Paquito Navarro potrai mai trovarti bene con un compagno introverso e timido? Capace che quando tu vuoi spronarlo o caricarlo urlando o gesticolando tanto con il corpo, lo infastidisci invece che ottenere il risultato che pensi. “Essere allineati a 360 gradi” è un must (e se non lo siete, potete sempre lavorarci mettendovi d’accordo sulle linee comunicative da seguire… e vedere se va bene).

La sintonia di gioco

La sintonia di gioco intende invece la capacità di riuscire ad amalgamare i due modi di intendere il gioco e la capacità di riuscire a interpretare oltre al nostro anche il gioco del nostro compagno, riuscendo quindi a prevedere e muoverci in campo senza disperdere energie o posizioni. A livello amatoriale questa sintonia è particolarmente importante proprio perché abbiamo meno competenze tattico strategiche. Difatti è raro trovare giocatori amatoriali che giocano seguendo qualche schema studiato a tavolino, piuttosto si capisce quando due giocatori si intendono e riescono a “pensare con la stessa testa”.
Essere amici nella vita aiuta ad essere migliori in campo? Il mondo professionistico ci dimostra che l’amicizia non è caratteristica necessaria e anzi, arriva magari nel tempo passato fianco a fianco. È  più facile invece che per noi amatoriali rappresenti un grande limite. Un po’ anche per cultura, talvolta continuiamo a giocare con lo stesso compagno perché siamo amici nella vita, abbiamo magari iniziato insieme la nostra avventura nel padel e, chissà, temiamo il giudizio o abbiamo paura di perdere un legame che dura da anni. Quindi capita che ci rendiamo conto che con il nostro amico non performiamo come potremmo ma continuiamo a giocare con la stessa persona, per non ferire i suoi sentimenti e anche non prenderci la responsabilità di dire le cose come stanno.

Se sei in una situazione di questo tipo pensaci bene prima di andare avanti perché le frustrazioni reciproche e le inevitabili tensioni che si verranno a creare in campo in caso di errori e sconfitte rischieranno davvero di minare una bellissima amicizia fuori dalla gabbia!!

In ultimo, in generale, come stiamo vedendo nel World Padel Tour, ti consigliamo di non aver paura di buttarti nella mischia per cercare il tuo compagno di gioco ideale anche a più tentativi. A volte ti capiterà di pensare di aver trovato la quadra ma se i risultati non ti danno ragione, fermati e valuta se vi state muovendo nella giusta direzione. Se state facendo insomma tutto quanto è necessario fare per battervela sul campo. Se la risposta è si ma gli obiettivi restano troppo lontani, probabilmente è il caso per entrambi di trovare qualcun altro con cui giocare!

Buon Padel a tutti

by Roberta Lozza