/Slam by Mini: Le finali di Parma

Slam by Mini: Le finali di Parma

Giornata intensa all’insegna del grande spettacolo nella terza tappa del Circuito Slam Padel by Mini, organizzato dalla Federazione Italiana Tennis, in corso sui campi della Pro Parma Padel Academy. Sui 9 campi del club emiliano si sono disputati quarti di finale e semifinali dei tabelloni maschili e femminili. Definite, dunque, le quattro coppie che domenica si contenderanno i trofei.

Nel torneo maschile, i principali favoriti Mauro Augustin Salandro e Cristian Marcelo Calneggia hanno rispettato il pronostico battendo nei quarti (il debutto per le coppie teste di serie) 67 62 62 Filippo Scala e Giorgio Negroni e ripetendosi in semifinale, sempre in tre set (36 61 64) sul campione italiano in carica Simone Cremona e Marco Cassetta. Nella parte bassa del tabellone percorso netto fino alla finale per Lorenzo Di Giovanni e Riccardo Sinicropi, numero 3 del seeding. Nei quarti per i due azzurri netto 61 62 contro la coppia proveniente dalle qualificazioni, Cervellati-Lopez Algarra, poi la semifinale vinta 63 76 contro Daniele Cattaneo e Michele Bruno, seconda testa di serie e recenti finalisti ai Campionati Italiani di Riccione, che nei quarti avevano regolato 75 63 Federico Beltrami e Andrea Patacchini.




il torneo femminile di Parma certifica la grande ascesa con la “pala” in mano di Roberta Vinci, approdata in finale insieme alla campionessa italiana in carica Giulia Sussarello. Alla prima uscita in tandem è stato subito feeling tra le due, tradotto in un perentorio 62 60 rifilato nei quarti alle qualificate Di Ghionno-Rubeo e vidimato dal 63 61 in semifinale alla seconda coppia del torneo, Carolina Petrelli ed Alessia La Monaca. In finale, l’ex tennista top ten e Sussarello contenderanno il titolo ad Emily Stellato ed Erika Zanchetta. Il primo binomio del seeding nei quarti ha regolato 63 75 Francesca Campigotto e Martina Parmigiani, più agevole il successo in semifinale per 62 64 su Martina Pugliesi e Anna Signorini.

Fonte : sito Fit – articolo di Stefano Izzo