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I vincenti a padel si fanno a rete, mito o realtà?

A livello di padel amatoriale può capitare di trovarci più confidenti con una zona del campo, tra chi preferisce il fondo campo e chi invece si galvanizza stando sotto rete

In generale sappiamo, ci dicono spesso che nel padel è importante guadagnare la rete perché è da qui che si chiudono i vincenti.

Vero in linea di massima, resta però fondamentale imparare a dominare anche da fondo campo. Perché a livello amatoriale si chiudono molti punti a causa dell’inesperienza generale ma anche perché ci sono moltissime occasioni per chiudere anche quando il nostro livello si alza. A patto di saperlo fare!
Un errore da non commettere infatti, è quello a fondo campo di ributtare la palla agli avversari con il solo intento di superarli e correre a rete perché il rischio più che concreto sarà quello di servire palle facili da aggredire. Dall’alto se cercheremo scampo nei pallonetti o con volee che ci superano mentre erroneamente ci posizioniamo troppo avanti nel campo.

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Per poter quindi diventare più concreti e offensivi, è importante migliorare il nostro approccio da fondo campo, con maggior controllo dei colpi ma anche più diversificazione.

I tre consigli che vi aiuteranno a migliorare sensibilmente la vostra prestazione quando gli avversari vi chiudono al fondo

Il primo ha a che vedere con la presa. È vero che con il padel si può giocare anche con la sola presa continental ma se vogliamo crescere di livello, dobbiamo poter imparare tutte le diverse sfumature delle prese perché a seconda di come impugniamo la pala possiamo dare un effetto piuttosto che un altro.
È un aspetto a cui viene forse prestata troppa poca attenzione ma varrebbe invece la pena di spenderci lezioni con un bravo maestro perché la differenza nel gioco diventa notevole. Correggere la presa ti aiuterà sui colpi da fondo campo come pure di essere più offensivo sui colpi che lo richiedono e di essere maggiormente efficace sulle palle più difficili.
È l’equivalente del fare i solfeggi quando si vuole imparare a suonare il pianoforte… può essere noioso ma è il passaggio che ci permette poi di suonare magnificamente le sinfonie di Beethoven.

Condiziona il gesto tecnico. Pare ovvio, alla fine prendiamo lezioni per imparare proprio questo no?
Solo, dobbiamo poi prestare attenzione al nostro gesto tecnico anche durante le partite… e questo è più difficile da fare.
È abbastanza comune trovarsi a fare lezione per scoprire che la volee si imposta in modo diverso, sia di piedi che per il movimento delle braccia. E allora, investiamo minuti a fare una volee dopo l’altra, nello stupore di come ci viene bella tesa, con poco rimbalzo e davvero difficile da ribattere.
La triste notizia è che, affinché questa stessa volee ci esca anche in campo, sovrascritta a come abbiamo sempre fatto le volee, serve tempo. Tempo in cui insistiamo con le lezioni e le correzioni del maestro e con l’osservazione oggettiva di cosa facciamo in campo.
Può infatti essere utile registrare le nostre partite perché ci permette di osservare il vero movimento che facciamo nella concitazione del gioco.
Scopriremo che ne colpiamo dall’alto in basso meno di quante vorremmo… ma la consapevolezza è il primo passo.
Questa attenzione ci permette di essere più consapevoli del nostro gesto in partita e, soprattutto nelle partite di circolo, ci aiuta a sperimentare sapendo che potremmo sbagliare un po’ di più.
Dopo tutto, se non si fa non si sbaglia, se non si sbaglia non si impara.

La velocità, questa benedetta. Lo abbiamo scritto più volte, il padel è un gioco più strategico che di forza. L’obiettivo è quello di aprirsi spazi nel campo dove infilare gli avversari. Certo, gli smash, i porTres, i x4 e le sassate vincenti ci esaltano di più, ci danno anche la sensazione di scaricare maggiormente le tensioni della giornata… ma se l’obiettivo è quello di scaricare tutta la nostra forza in campo, forse faremmo meglio a dedicarci a qualche sport da combattimento.
Una palla forte spesso e volentieri finisce a vetro e se rimbalza correttamente, ha il vizio di tornare comoda e alta per i miei avversari.
Non devo più smashiare quindi? Chiaro che no, sono parte del gioco. Dovrebbe però essere il colpo decisivo, che facciamo quando abbiamo creato le condizioni tali per impedire agli avversari di ribattere.
Capita invece più spesso di quanto notiamo che saper dosare la velocità, saper dare un ritmo per poi spezzarlo all’improvviso verso l’alto o il basso, ci procura più vincenti di qualche remate malriuscito. Per qualcuno sarà una triste realtà ma vi basterà guardare una qualsiasi partita di Pro per accorgervi di come il tiro di potenza sia una risorsa usata con il centellino.

Questi passaggi sono più facili da migliorare con l’affiancamento di un buon maestro, che ci può forzare a perfezionare il gesto tecnico e il resto, oltre che osservarci in partita o nelle nostre registrate.
Ad ogni modo, applicarsi in questi tre semplici accorgimenti offre subito importanti miglioramenti nelle nostre performance!

Buon Padel a tutti

by Roberta Lozza

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