Osservatorio PadelPadel Italia

Padel, quale futuro? I campi superano quota 8000 in Italia

si è tenuta oggi  a Milano la conferenza stampa dal titolo: “PADEL, QUALE FUTURO?“.

E’ stata un’occasione importante per fare il punto sul fenomeno Padel in Italia e in Lombardia, tra numeri inediti presentati in anteprima, nuovi progetti, norme e sicurezza.

Si è tenuta oggi 19 giugno presso il Boga Space di Milano la conferenza stampa dal titolo “PADEL, QUALE FUTURO?”.

All’incontro, che è stato un’occasione importante per fare il punto sul fenomeno Padel, tra numeri, nuovi progetti, norme e sicurezza, sono intervenuti: CLAUDIO GALUPPINI, CEO di Italian Padel; MAX GIUSTI, attore, giocatore imprenditore nel padel, sia in Lazio che in Lombardia; ANDREA ROTUNDO, Responsabile del Dipartimento di Sicurezza Meccanica di TÜV Italia Gruppo TÜV SÜD; ALESSANDRO TORTORICI, Playtomic, sistema evoluto di booking nel mondo padel; LUIGI SPERA, Padel Trend World Expo che ha dato vita alla prima fiera del padel; DENNY CATTANEO Pluricampione italiano di padel; GUIDO GIARDINI, CEO Spector Padel House, principale format e Academy di padel in Italia e WALTER GALLIANO, fondatore e ideatore del progetto solidale NIDA Onlus.

 

L’evento, moderato dal giornalista Alessandro Lupi, è stato organizzato da ITALIAN PADEL in collaborazione con  il TUV (ente certificatore) e MR PADEL PADDLE, principale osservatorio sul mondo del padel che, per l’occasione, ha raccolto una serie di dati inediti relativi a numeri e tipologia di centri e campi.

La conferenza è stata anche l’occasione per analizzare questi dati, utilizzandoli per delineare uno scenario di come il settore sta mutando.

Rispetto ai dati di fine dicembre 2022 (fonte dati Osservatorio sul Padel Mr Padel Paddle aggiornato al 15 giugno) abbiamo avuto un incremento in Italia delle strutture (circoli sportivi, club di padel, strutture ricettive) del 10%, che sono passate da 2.792 a 3.078 (286 in più) – ha commentato Carlo Ferrara fondatore e ideatore di MR PADEL PADDLE Per i campi l’incremento è stato del 13%, da 7.128 a 8.076 (delta di 948 campi). In Lombardia l’incremento è stato più alto, 13% in più di strutture (arrivate ad un totale di 343) e 19% di campi che hanno superato quota mille (1.044 di cui 754 indoor)”.

In linea con i dati raccolti da MR PADEL PADDLE si collocano anche quelli di ITALIAN PADEL, società bresciana leader nella costruzione di campi in Italia e in Europa che, di questi 8.076, ne ha costruiti e venduti 2.100 rappresentando il 26% del mercato nazionale italiano.

NORME e SICUREZZA

Nonostante questi numeri, il settore appare ancora scarsamente regolamentato. Per tutelare soprattutto gli aspetti legati alla sicurezza, TÜV Italia – Gruppo TÜV SÜD, ente di certificazione, ispezione, testing e collaudi, ha messo a punto uno specifico protocollo che segna le linee guida per la verifica dei requisiti di sicurezza del campo da gioco, poiché, ad oggi, non esiste uno standard di riferimento specifico per la verifica della progettazione e costruzione dei campi da padel.

ITALIAN PADEL, che è appena diventata fornitrice ufficiale della FITP, è stata tra le due prime aziende a ricevere la certificazione di TÜV SÜD sul protocollo di prodotto per qualità e sicurezza delle sue strutture, certificando la totalità della sua linea produttiva di campi.

È stato necessario organizzare tavoli tecnici che hanno coinvolto esponenti di rilievo del mondo di TÜV SÜD e non solo, per partire da una base di riferimento tecnico sul quale costruire il primo punto fermo e concreto per il settoreafferma Andrea Rotundo, Responsabile del Dipartimento di Sicurezza Meccanica di TÜV Italiapartendo sempre dalla sicurezza delle persone presenti dentro e fuori dal campo da gioco”.

Il protocollo di prova è stato redatto partendo da una dettagliata verifica del rischio delle attività previste in un impianto di padel e si basa prevalentemente su test empirici in campo, sull’analisi documentale scrupolosa per l’inquadramento e la classificazione delle strutture costruite e sulla validazione e monitoraggio annuale del sito produttivo.

La correttezza della progettazione della struttura metallica rispetto alle normative vigenti in materia, la resistenza dei vetri mediante crash test, le analisi delle schede tecniche dei componenti e relative classi di prestazione, la verifica dei rischi latenti correlati alla struttura per campi da padel sono i passaggi che la società bresciana guidata da Galuppini ha superato. Ogni verifica è stata fatta per garantire la sicurezza di chi utilizza il campo, ma anche di chi è nelle strette vicinanze (spettatori).

Importanti sono stati i test sui vetri, il materiale più delicato in un campo da padel. Per garantire la massima sicurezza è stata aggiornata la norma UNI 7697 (che stabilisce i criteri di scelta dei vetri idonei da utilizzare) a cui si deve fare riferimento. L’indicazione dell’UNI è quella dello stop ai vetri temperati, passando a quelli stratificati che garantiscono il non attraversamento da parte del giocatore e, in caso di rottura, il non ferimento.

 

I CAMPI INDOOR E LA SOSTENIBILITÀ ECONOMICA DEI NUOVI CENTRI

ITALIAN PADEL ha osservato che ci saranno sempre più campi indoor, specialmente quelli che possono essere aperti lateralmente per giocare anche in periodi con molto caldo e sole. “L’indoor è risultato sempre più apprezzato dai giocatori sia al Nord, anche per ragioni climatiche, sia al centro-sud, dove si assiste oggi a una rincorsa alla coperturacommenta Claudio Galuppini.

Gli fa eco Mr PADEL PADDLE, che rileva infatti che i campi indoor in Italia sono passati dal 32% di fine 2022 al 37% del totale dei campi, varcando la soglia delle 3.000 strutture al coperto. Di questi, ben il 25% è presente in Lombardia.

Sempre secondo Mr PADEL PADDLE, la regione Lombardia si conferma al secondo posto dopo il Lazio per numero di campi e strutture (la sua incidenza sui campi in Italia è del 13%) mentre è la prima per numero di comuni che possiedono almeno un club di padel sul proprio territorio (ben 224 comuni).

Da evidenziare che i nuovi club che stanno nascendo nel Lazio e in Lombardia hanno almeno una media di 4 campi per struttura, che è la soglia minima considerata dagli esperti del settore per garantire la sostenibilità nel medio-lungo periodo di un club, insieme ad altri fattori come la gestione in primis e l’indoor.

Per me, che ho sempre avuto un’accademia di tennis, il padel ha rappresentato nuovo linfa vitale: ho visto tanto movimento generato da questo sport, con molte persone che gli si sono avvicinate anche se ferme da anni – ha commentato Max Giusti in conferenza stampa – E oggi, dopo qualche anno, è bello anche poter assistere a quella che, secondo me, è a tutti gli effetti una sorta di “seconda fase”: non solo ragazzi e adulti che si approcciano al padel incuriositi, ma bambini che iniziano la loro formazione fin da piccoli, con corsi studiati apposta per loro”.

Dopo la robusta discesa della crescita dei campi in Italia dei due trimestri precedenti, il 2° trimestre dell’anno ha registrato una ripresa, che andrà verificata il prossimo trimestre per capire se si tratta di una vera inversione del trend o se è stato un fenomeno temporaneo.

 

“Come Italian Padel crediamo che questo sport meraviglioso, in grado di spingere a giocare anche chi normalmente non pratica attività fisica e capace di avvicinare persone con un range anagrafico che va dagli otto agli ottant’anni, possa essere di ispirazione, di aggregazione e di spinta per il tessuto sportivo, sociale ed economico” ha commentato Claudio Galuppini.

 

Noi, come Playtomic, abbiamo sempre visto un punto in comune con Italian Padel: ci piace “parlare” a chi ha visione imprenditoriale – ha continuato Alessandro Tortorici – Ci piace far parte di uno sviluppo dello sport Padel “spinto” ma ponderato, i nuovi impianti che vedo nascere oggi sono progetti consolidati, verticali e con sempre maggiori servizi, business plan ambiziosi e non solo riconversioni. Centri che hanno visto aumentare progressivamente la media di campi, dai 2,2 di qualche anno fa ai 3,3 di oggi. Luoghi di inclusione, in cui trovarsi e giocare partite pubbliche (uno degli asset fondamentali di Playtomic, ndr), sfidando atleti al proprio livello di gioco”.

La Spector Padel House nasce, partendo dalla figura di Gustavo Spector, con la voglia di professionalizzare l’industriaha proseguito Guido Giardiniil nostro contributo, quindi, va alla parte di insegnamento e gestione dei centri, non una “semplice” attività di affitto campo. La nostra mission è far crescere l’industria e far appassionare nuove persone, che siano sportive o inattive, a uno sport estremamente inclusivo, tra community, team building, avvicinamento aziendale e molto altro”.

Fino a tre/quattro anni fa noi giocatori guardavamo la “top 100” come un punto inarrivabile, pensavamo che noi non avremmo mai potuto arrivare al loro livello – ha dichiarato Denny Cattaneo – Il livello invece in Italia ultimamente si è alzato moltissimo e penso che i ragazzi di 14/15 anni, che stanno iniziando ora il loro percorso nel padel, avranno grandi possibilità di avvicinarsi ai grandi campioni”.

“Abbiamo individuato, nel nord di Torino, un centro sportivo distrutto, completamente lasciato andare, e ci siamo messi in moto – ha concluso Walter Galliano – Facciamo del bene divertendoci, aiutando bimbi affetti da malattie rare. Striscia la Notizia ha parlato molto della nostra associazione e delle mancate promesse da parte dei politici. Claudio ci ha visti, ha visto la nostra realtà, e ci ha contattati. Ci ha detto “ci sono, facciamo in modo che il padel possa diventare utile per la vostra missione. E così ci ha regalato 4 campi coperti con gli spogliatoi (anche grazie all’intervento di un’altra azienda partner). È un onore per me poter avere una persona come Galuppini al mio fianco”.

Buon padel a tutti

by Mr Padel Paddle

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