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Barbara Las Heras: Sarò più determinata di prima

Nata a Madrid il 7 ottobre del 1993, Bárbara Las Heras è tornata a competere da poco in Premier, dopo essere stata fuori dai campi per circa 1 anno, a causa di un intervento al ginocchio destro.

Laureata in medicina e campionessa del mondo con la nazionale spagnola, in passato è stata sempre tra le prime 20 del ranking. In questa stagione gioca con Victoria Iglesias.

Che aspettative ha per questa stagione?

Innanzitutto sono coerente con me stessa e la situazione in cui mi trovo dopo l’operazione al crociato. Dopo non aver giocato per molto tempo, lotterò per tornare più in forma di prima e dato che sono una perfezionista, sarò molto concentrata e determinata per raggiungere il mio traguardo.

Quali sono le chiavi del successo di una coppia?

La relazione è fondamentale e non solo in campo. Inoltre, avere gli stessi obiettivi agonistici unisce ancora di più.

Se potesse rubare un colpo alla sua compagna?

Senza dubbio il suo rovescio a due mani. Non riuscirò mai a capire, come fa a trovare quella forza ed infilarla in quegli angoli!! (ride)

Com’è il rapporto fuori con le sue ex compagne?

Buono con tutte, alla fine si passano così tante ore insieme che si crea comunque un legame.

Vede qualche nazione oltre a Spagna e Argentina?

Direi Portogallo, Francia, Italia e molte altre, dato che questa espansione sta dando grandi opportunità a nuovi territori, fino a pochi anni fa impensabili.

Le piace il tennis? Cosa ne pensa del pickleball?

Ho iniziato con il padel e ho la sensazione che non sarei altrettanto brava nel tennis. Proverò il pickleball, perché diversi amici mi hanno detto che è divertente.

Come vede il padel tra 10 anni?

Non riesco nemmeno a immaginarlo! Quando 10 anni fa ho abbandonato il padel per studiare medicina, per poi tornare a gareggiare dopo 6 anni, la scena era cambiata molto ed ancora oggi è in costante progressione.

Ci può raccontare un aneddoto divertente?

Fu nel primissimo torneo professionistico che ho giocato dopo aver terminato gli studi, quando in occasione del sorteggio consegnai all’arbitro la racchetta per tirarla per terra, mentre lui tirò fuori dalla tasca una monetina. Ero proprio rimasta indietro. (ride)

A chi dedica le sue vittorie?

Alla famiglia che mi ha sempre sostenuto, al mio team di lavoro che si impegna molto affinché arrivino le vittorie e a tutte le persone che mi incoraggiano.

Si trova bene con i social network?

Sì, li uso per mostrare un po’ della mia vita quotidiana, gli sponsor che mi sostengono, i risultati dei tornei e gli eventi a cui partecipo, ma la cosa più incredibile è il sostegno che ricevo da tante persone che non conosco.

Fonte: Marco Oddino – Corriere dello sport

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