Marcela Ferrari, argentina 42 anni, vive in Spagna da quando era piccola.
Cresciuta a “pane e padel” in un club dove ha incontrato diversi allenatori che le hanno fatto decidere che il padel era nel suo futuro, è la amatissima selezionatrice della Nazionale italiana femminile e maschile, che poche settimane fa, coadiuvata dal suo assistant Saverio Palmieri, ha vinto la sua terza medaglia di bronzo ai Mondiali in Qatar con il team femminile. In passato è stata anche il coach di Belasteguin e Pablo Lima. Queste le sue parole alla fine del mondiale.
Un grande risultato che non era poi così scontato, cosa ne pensa?
Si, siamo molto contenti. Le ragazze sono arrivate al bronzo per la terza volta, la gente lo vede come un risultato facile ma non lo era affatto, quando poi ci sono squadre come Portogallo, Francia, Svezia e Brasile. Con la maschile abbiamo fatto un grande passo in avanti arrivando al quarto posto, venivamo da un nono posto. La vittoria con il Belgio ai gironi era come una finale per noi.
Quanto ci manca secondo lei per raggiungere i totem di questo sport, Spagna e Argentina?
Se dobbiamo essere realisti ancora manca tanto, penso che la nostra posizione è questa al momento, tra la terza e la sesta. Poi è doveroso sognare, è giusto continuare a lavorare per raggiungere il secondo posto. Quando siamo in partita, come dico sempre alle ragazze e ai ragazzi, si può sempre vincere, ma è bello godersi quello che hai ottenuto, quindi intanto festeggiamo per questi risultati che sono storici per l’Italia.

Qual’è la strada da percorrere, affinchè i nostri ragazzi e ragazze possano continuare a crescere?
Penso che ciò che stanno facendo i ragazzi e le ragazze, ossia andare a giocare tante partite dei tornei FIP e del Premier Padel ti dia più conoscenza con il giocatore che hai davanti, mentre se giochi solo in Italia, incontri sempre gli stessi avversari. Quando vai fuori all’estero, ti confronti con giocatori di altre nazionalità, come portoghesi, olandesi, brasiliani oltre ovviamente agli spagnoli e argentini e questo ti dà maggiore fiducia. Anche allenarsi e fare la preparazione in palestra e curare la parte psicologica, aiuta a crescere professionalmente in questo lavoro. Questa è la strada seguire per me.
Fonte: Luca Parmigiani – Corriere dello sport
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