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Martina Pugliesi: nella vita timida ma in campo grintosa.

Martina Pugliesi, nata a Tivoli il 29 agosto 1987 è attualmente la numero 7 in Italia. Laureata in scienze biologiche, nella vita Martina è una ragazza decisamente timida, anche se poi in campo non si direbbe proprio, tirando fuori una grinta invidiabile in ogni partita.

Anche Martina Pugliesi viene dal tennis e dopo 10 anni tra le “corde”, nel 2017 ha deciso di smettere proprio dopo aver vinto i campionati regionali, per dedicarsi totalmente al padel, sport che ha cambiato le sue abitudini e la sua vita.

Nel 2019 è stata campionessa italiana in serie A con il circolo Canottieri Aniene  e sempre con lo stesso club ha vinto nel 2022 il titolo in serie B.
Ha delle forti potenzialità e con la compagna giusta potrebbe fare molto bene anche in tornei internazionali.

Come hai iniziato?

Nel circolo di tennis dove giocavo montarono un campo ed alcune mie amiche mi invitarono a provare. Mi sono sentita subito a mio agio, la presenza dei vetri rendeva il gioco avvincente e imprevedibile. Avevo trovato finalmente uno sport che mi divertiva moltissimo ed oggi dopo 6 anni quando gioco, mi sembra sempre la prima volta.

Quando hai cominciato a fare sul serio?

Con Roberto Agnini nel 2017 al Canottieri Aniene, circolo di cui ancora faccio parte. Nel 2018 ho iniziato a partecipare ai primi tornei e poco dopo sono arrivate le prime vittorie.

Le due partite indimenticabili?

Purtroppo ho la memoria di un “pesce rosso” quindi non ricordo esattamente tutte le partite che ho giocato, ma sicuramente una è stata l’esordio con il Canottieri Aniene in serie A nel 2019 giocando con Melissa Capra e poi  la semifinale raggiunta durante i campionati italiani estivi al Sun Padel Riccione, in una partita giocata con un caldo pazzesco in coppia con Martina Camorani che è durata quasi tre ore.

Ci parli delle tue compagne?

Ho appreso molto da tutte loro sia a livello di gioco che comportamentale, ma comunque è molto difficile trovare stabilità con la stessa persona per lungo tempo. Io ne ho avute tante ed ancora seguito a cambiare.

Se dovessi scegliere un coach internazionale?

Maximo Castellote, attuale allenatore di Veronica Virseda. Non mi dispiacerebbe andarlo a trovare!

Se potessi allenare una coppia? 

Sceglierei Paula Josemarìa e Ariana Sànchez.

Rimpianti?

Si uno, quello di non saper reggere mentalmente la pressione in allenamento e in campo in certi momenti e questo mi allontana dalla convinzione che ho sulle mie potenzialità, generando poca autostima che mi ha limitata nelle prestazioni.

Pregi e difetti? 

Sono testarda, se mi metto in testa una cosa la devo porto a termine.

Purtroppo sono permalosa ed essendo troppo buona, spesso la gente se ne approfitta.

Colpo preferito e dove migliorare? 

Il rovescio, mentre devo migliorare sulle palle alte e sulla chiusura a rete.

Che aspettative hai per questa stagione?

Mi aspetto di scalare i vertici della classifica italiana e provare a giocare più tornei internazionali, senza tralasciare una bella vittoria in seria A con il mio Circolo Canottieri Aniene.

Un aspirazione?

Vincere i campionati italiani.

Sogno nel cassetto?

Giocare nel tabellone principale del WPT.

Fonte: Marco Oddino – Corriere dello Sport

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